Spazio aperto per il publico

Identità omosessuale

Elenco da 1 a 5 di 259 poste.

[successivo]

Tommy1982, 28

Salve.
Non so per quale reale motivo scriverò questa mail, forse solo per confessare una paura che mi accompagna da molto tempo e che si sta trasformando in una vera e propria ossessione. Forse questa mail è destinata ad uno psicologo più che ad un sessuologo o a un dottore specializzato in malattie infettive... Onestamente non lo so. Quindi mi scuso se farò perdere del tempo a qualcuno.
Inizio da un dato oggettivo: all'inizio di luglio (scorso)e poi alla fine dello stesso mese ho fatto le seguenti analisi del sangue: emocromo, colesterolo, glicemia, transaminasi g.o. e g.p., gamma g.t., azotemia, creatinina e (solo alla fine di luglio) HIV. Risultati tutti perfetti e HIV negativo. Voglio precisare che il test HIV è uno di controllo che NON è stato fatto dopo tre mesi da un rapporto sessuale a rischio o presento tale. Dico di controllo perché un altro test è stato fatto quasi un anno fa (sempre con esito negativo). Per quanto riguarda la mia vita sessuale, posso affermare di essere pulito e attento. Cerco di rispettare sempre le regole del sesso sicuro. In quest'ultimo anno ho praticato sesso anale da passivo due volte (le mie prime e ultime due volte) con profilattico (integro prima e dopo il rapporto. Ho controllato). Per il resto dell'anno ho praticato sesso orale con l'uso del profilattico e solo tre volte senza. In quelle tre volte non ho mai ricevuto sperma in bocca e per quanto posso ricordare nemmeno liquido prespermatico. In parole povere, non sono mai venuto in contatto con liquidi biologici altrui. Nemmeno la saliva perché non bacio molto facilmente. Questo perché i miei partner sono stati occasionali. La frequenza dei miei rapporti sessuali è bassa. Non è tanto l'eccitazione a farmi cercare un partner occasionale ma il bisogno di un contatto umano. Però è proprio l'occasionalità che sta minando la mia serenità mentale. Sono stanco di questo tipo di esperienze. Mi logorano dentro e minano la mia salute. Il gioco non vale la candela. Sono stanco di non avere una vita relazionale, sociale e sessuale normale... come quella di tutti gli altri ragazzi gay.
A settembre donerò il sangue, come faccio da sempre, e avrò un altro controllo sul mio stato di salute, magari anche più approfondito. Ed è qui che c'è il logorio, la paura e l'ansia. Sempre. Tutte le volte che dono il sangue. O faccio analisi.
Pur aggiornando periodicamente lo stato della mia salute e rispettando le regole del sesso sicuro e conoscendo a memoria tutti i sintomi di tutte le MST che ho trovato sul web e stando attento nel notare lo sviluppo di tali sintomi che tra l'altro non si sono mai manifestati, non riesco a stare tranquillo.
Credo che questo atteggiamento non sia normale. Per questo ho scritto questa mail. Non per un conforto ma perché so che dall'altra parte dello schermo c'è un dottore, un professionista, una persona sicuramente più saggia di me che magari mi può dire che c'è che non va. Forse chiedo molto perché una breve mail è troppo poco... Ma almeno faccio un tentativo.

Tommy

Cara/Caro Tommy1982


Mah, che cosa c'è che non va?
In te non c'è forse nulla che non va...

Quel che è certo è che ci sono delle norme sociali e sanitarie sciocche e discriminatorie, che ingenerano inutili sensi di colpa (probabilmente), in un donatore di sangue omosessuale, come te, generoso e attento.

C'è la difficoltà - pressocché endemica (magari fossi l'eccezione alla regola!) - di sviluppare rapporti di coppia duraturi, profondi, sinceri, imperniati sulla conoscenza e la fiducia reciproche. Parli di `non avere una vita relazionale, sociale e sessuale normale... come quella di tutti gli altri ragazzi gay´. Ma la realtà è ben diversa: sono forse la maggioranza coloro che, come te, NON riescono a intrattenere rapporti del genere e per ciò si rimettono profondamente in discussione, anche più severamente di quanto non sia giusto fare... E invece bisognerebbe riconsiderare criticamente gli stili di vita, il consumismo (che ormai si applica perfino alle persone, ai contatti umani), la difficoltà d'impegnarsi, di aspettare...

Tanti, tantissimi fattori, che vanno ben al di là di `meriti´ e `colpe´ individuali. Il primo passo è esserne coscienti. Il secondo e non mollare.

Rimango all'ascolto, ove volessi continuare la conversazione.

Cordialmente,

Dr.Gay

leggere

tangueromoreno, 40

Salve, sono un uomo di 40 anni e ho difficoltà serie ad avere rapporti con le donne.
Solo a 30 anni ho avuto la mia prima esperienza eterosessuale e sono sorti subito dei problemi.

Vorrei sapere se una esperienza omosessuale attiva e passiva che ho avuto da ragazzino può aver inciso sulle mie preferenze e abitudini sessuali.
Se secondo Lei sono un omosessuale latente.

Con le donne mi trovo in grandissima difficoltà, soffro di impotenza e quando riesco nella penetrazione, di eiaculazione precoce. Trovo il sesso una cosa sporca forse per gli episodi adolescenziali. Però non disdegno un rapporto anale con una donna.

I miei genitori vogliono vedermi sposato e con un figlio ma le mie due esperienze di convivenza sono naufragate. La seconda addirittura ha denunciato i miei problemi sessuali ai miei genitori che ora stanno in guardia e si chiedono se saranno mai nonni.

Ringrazio e attendo una risposta

Tanguero disperato

Cara/Caro tangueromoreno


I problemi che mi esponi vanno ben al di là delle possibilità di una consulenza tramite internet.

Non posso dare patenti di omosessualità, tanto meno `latente´, come la definisci tu.

Essere omosessuali NON significa:
- aver avuto rapporti sessuali occasionali con altri ragazzi nell'adolescenza (probabilmente non resterebbe nessun etero sulla faccia della Terra),
- né non poter aver rapporti con le donne,
- bensì essere attratti, fisicamente e sentimentalmente, da altre persone del proprio stesso sesso. Quindi, per cominciare a rispondere alla tua domanda, dovresti valutare `se´ sia questo il caso (sei attratto da altri uomini?) oppure no.

Rimango all'ascolto.

Cordialmente,




Dr.Gay

leggere

Ragazzino1992, 18

Salve dottor gay, ho dei dubbi sulla mia identità...so perfettamente che mi piacciono gli uomini, ma sono solo passivo...secondo lei un gay non dovrebbe essere solo passivo? Ho 18 anni e mi piacciono i ragazzi dai 25 ai 30, i miei coetanei non mi piacciono...mi piacciono quelli muscolosi e virili, da un uomo cerco protezione e mi sento la parte passiva anche in una relazione...non mi vedrei mai a penetrare un uomo, perche mentalmente non mi piace, mi piace solo essere dominato e non mi piace nemmeno se mi succhiano il pene, provo fastidio e perdo l'erezione....mi eccito e mi masturbo quando faccio sesso orale o ricevo del sesso anale, e inoltre quando vedo una bella ragazza la invidio quasi se ha un bel fisico e se è molto carina...non sono effeminato esteriormente ma diciamo che non mi sento un macho e non vorrei nemmeno esserlo...sono magro e il mio corpo mi piace depilato, e mi vedrei bene anche in perizoma, e mi trovo carino anche con la matita agli occhi...i ragazzi versatili li evito perche non mi interessano visto che sono anche passivi, e mi piace anche essere coccolato e il sesso violento, insomma mi piace l'idea di essere un cuccioletto tra 2 braccia forti e muscolose...secondo lei qualcosa non va? Potrei avere qualche crisi di identità? Io credo di stare bene con me stesso, ma anche in base se vengo trattato in un certo modo, infatti raramente mi prende qualcuno mentalmente, deve avere sempre i criteri che ho descritto perche io possa provare qualcosa.

Cara/Caro Ragazzino1992


No, direi che non c'è nulla che non va. Devi farti le tue esperienze, e poi, vedrai, che anche i tuoi gusti potranno evolvere (ma non c'è fretta né nessun obbligo).

Quindi, tranquillo!

Rimango all'ascolto.

Cordialmente,

Dr.Gay

leggere

red87, 23

Salve, sono un ragazzo di 23 anni e non accettando pienamente la mia omosessualità ho deciso di intraprendere un percorso psicoterapeutico per far luce e capire bene come poter affrontare la cosa, il tutto si svolge in forma cognitivo comportamentale che mi aiuta proprio nell'accettazione della mia omoessualità; ho vissuto tutta la mia adolescenza in maniera estremamente pesante, vivevo la mia omosessualità come un segreto, una macchia orribile da dover far scomparire ed avevo promesso anzi giurato a me stesso che mai nessuno avrebbe mai saputo nulla e che io non lo avrei mai detto a nessuno, ebbene, ora invece lo sanno tutti perché il mio coming out avvenuto all'età di 18 anni c'è stato e ovviamente non ha avuto l'effetto che speravo avesse se non quello di liberarmi di un peso che diventava via via insopporabile.
Ultimamente però navigando in rete e visitando alcuni siti a sfondo pornografico mi sono imbattuto in video di persone che hanno rapporti con animali e altri in cui esistono rapporti incestuosi, diciamo che l'eccitazione nel guardare questi contenuti è stata grande ma subito dopo sono stato assalito dal panico perché mi sono chiesto come potessi trovare eccitante una perversione simile e purtroppo rimuginando sulla cosa ho sentito come di avere di nuovo una macchia indelebile, quella dello zoofilo, di nascondere la cosa di nuovo, non accettarla e avere paura che le persone in un futuro verranno a saperlo e mi lasceranno solo dandomi del pervertito.
Premesso che soffro di disturbo ossessivo compulsivo da due anni (ossessioni pure a sfondo aggressivo, ho paura di poter fare del male alla gente) con la mia psicologa siamo arrivati alla conclusione che tutti possiamo provare attrazione per cose dal contenuto trasgressivo ma io proprio non riesco a convincermi del fatto che si tratta semplicemente di curiosità perché paragono l'eccitazione che ho provato nel vedere queste cose a quella che provavo nel vedere filmati gay quando ancora non mi accettavo e nessuno sapeva chi fossi. Gli uomini mi sono sempre piaciuti fin da piccolo ma non posso tollerare il pensiero ora di poter essere attratto dagli animali! In passato quando ero adolescente ci fu più per una dose eccessiva di ormoni un contatto tra me ed un cane che sfociò nel fatto che io toccai diciamo le sue parti intime per curiosità e perché ripeto gli ormoni erano tanti, ora io mi ritrovo nel dubbio martellante che tutto questo sia sinonimo di una zoofilia nascosta dentro di me che ovviamente non accetterei mai, nei momenti in cui mi dico semplicemente è solo curiosità tutto passa, ma poi quando si rifà vivo il pensiero che le persone normali non vedrebbero mai cose simili mi sento un vero pervertito e il panico sale. La mia psicologa ha detto che è normalissimo ed è tutto un discorso che tocca invece la mia non acceettazione dell'omosessualità che mi spinge a vederla come una caratteristica invalidante della mia persona, in effetti mi sento davvero meno rispetto agli altri, con meno possibilità, meno utile, meno normale. Non so davvero dove sbattere la testa perché il dubbio mi martella e sinceramente non vorrei essere di nuovo nella fase di incubazione tra la scoperta di un piacere sessuale e la sua messa in atto, so che il disturbo ossessivo compulsivo comporta solamente idee ossessive che affliggono la persona ma che non poteranno mai al compimento del comportamento temuto, come per chi ha paura di essere omosessuale che in seguito ad alcuni pensieri a sfondo gay inizia a pensare di poterlo essere ma che in realtà non sarà mai gay, ebbene però non credo che una persona così provi piacere o eccitazione nel guadare video gay, perciò perché questi filmati dovrebbero farmi questo effetto? è solo perché sono sinonimo di fantasia trasgressiva?
Grazie in anticipo.

Cara/Caro red87

La tua domanda è lunga e articolata, sfortunatamente non posso risponderti compiutamente in una sola volta, spero comprenderai senza essere troppo deluso. D'altro canto, è evidente che un sito di consulenza tramite internet NON può né deve sostituirsi alla terapia che stai seguendo con la tua psicologa di fiducia.

Riprendo alcune frasi dal tuo quesito:

“vivevo la mia omosessualità come un segreto, una macchia orribile da dover far scomparire”

“il mio coming out avvenuto all'età di 18 anni c'è stato e ovviamente non ha avuto l'effetto che speravo avesse se non quello di liberarmi di un peso che diventava via via insopporabile.”

“rimuginando sulla cosa (la tua attrazione per rapporti incestuosi e zoofili) ho sentito come di avere di nuovo una macchia indelebile”.

Non posso sapere quanto forte e radicata sia questa tua attrazione. Soltanto un lavoro d'indagine di lungo corso potrà stabilirlo. Ti confesso, però, che soprattutto l'ultima citazione riportata mi ha fatto riflettere. Mi pare d'intuire, infatti, che tu abbia come il “bisogno” di espiare, di non sentirti “in relgola”, quasi si trattasse di una punizione che t'infliggi. Chissà: forse non accettando pienamente la tua omosessualità (forse forse, in fondo, la vivi ancora come un'anomalia, un qualcosa d'indegno?), ora che la nascondi più, e per lo meno ti sei alleviato di quel “peso che diventava via via insopportabile”, ti sei “creato” delle altre fonti di cruccio.

Ti consiglio di essere fiducioso, di valutare quest'ipotesi (che va considerata semplicemente come tale) e di seguire la terapia.

Per il resto, abbi fiducia in te stesso e non considerarti MAI una persona meno che “normale”. Tutt'al più, sei un giovane uomo un po' disorientato che ha bisogno di un valido aiuto per ricominciare a percorrere serenamente la propria strada.

E' quel che ti auguro.

Naturalmente, rimango a disposizione per continuare la conversazione con te, ove la cosa ti paia utile.

Cordialmente,

Dr.Gay

leggere

mylove83, 27

io ci provo a essere sereno e mi rendo conto a volte di sfiorare il patologico....provo a regire...mi butto sulla musica, che mi piace e mi è sempre piaciuta...e sul lavoro....che occupa gran parte della mia giornata...ho un master universitario che sto seguendo....ma nonsotante tutto...ripiombo nell'ossessione....un minimo sintomo diventa per me una montagna insuperabile....nn riesco a vivere pienamente il sesso con un altro ragazzo...perchè ho sempre il terrore della malattia....specialmente se questo è un rapporto occasionale....mi vergogno e mi faccio schifo da solo quando incontro qualcuno...che ha come scopo la cosiddetta botta e via....e questo mi fa tremendamente paura...ma a posteriori...come si dice...ragiono con gli ormoni e nn con la testa...cerco, anzi evito quelle situazioni che potrebbero amplificare il rischio....ma dopo aver letto e riletto le vie di trasmissione (vedi la sifilide) tutto si blocca....non so perchè, probabilmente sensi di colpa? o perchè vedo nel mio partner occasionale...l'immagine della malattia che si impersonifica in un certo senso...me ne rendo conto..ma ciò nonostante, anche se mi ero ripromesso di nn avere mai rapporti occasionali....ci sono ricascato....ho la tremenda necessità e voglia di amare qualcuno e di essere amato....forse è l'unico modo credo che avrei per essere davvero felice....ma in realtà..sono molto triste....

Cara/Caro mylove83


Ti ringrazio per questo tuo messaggio, che si distingue per sincerità e per lucidità.

Trovo che tu riassuma molto bene la tua situazione - che in realtà è molto più diffusa di quanto non si pensi - quando scrivi:

“un minimo sintomo diventa per me una montagna insuperabile....nn riesco a vivere pienamente il sesso con un altro ragazzo...perchè ho sempre il terrore della malattia...”

Trovo che tu metta il dito nella piaga nella continuazione della missiva:

“specialmente se questo è un rapporto occasionale....mi vergogno e mi faccio schifo da solo quando incontro qualcuno...che ha come scopo la cosiddetta botta e via...”.

Queste parole confermano chiaramente che sono proprio lo `schifo´e la `vergogna´che provi a indurti verso l'ipocondria e a farti suo prigioniero.

Alla tua domanda: “non so perchè, probabilmente sensi di colpa?”, mi sento di rispondere, che con ogni probabilità le cose stanno così.

Poco male: in questa tua `autodiagnosi´ già si trova insita l'indicazione della via da percorrere o, per lo meno, donde cominciare il percorso. Bisogna che tu individui le motivazioni che ti portano a vivere la sessualità con `schifo´e `vergogna´, come se la sessualità nella tua vita non potesse avere legittimità alcuna al di fuori della relazione amorosa.

Di sicuro, i condizionamenti sociali, culturali e religiosi NON ti aiutano a vivere serenamente la sessualità. Probabilmente la stragrande maggioranza dei tuoi coetanei eterosessuali non si fa problemi del genere (nemmeno a seguito di `una botta e via´), e questo proprio perché la loro sessualità, nella società odierna, non necessità più di una sorta di legittimazione sentimentale...

Detto questo, ti auguro comunque di riuscire ad appagare quella “tremenda necessità e voglia di amare qualcuno e di essere amato”, che è un insopprimibile bisogno umano e anche un'occasione unica per vivere pienamente la vita.

Rimango comunque a tua disposizione, ove volessi continuare la discussione.

Cordialità,

Dr.Gay

leggere
[successivo]

Se ti interessano i dettagli relativi a una domanda, clicca su „leggere“. Si aprirà un'ulteriore finestra che potrai richiudere a lettura terminata.

Dr.Gay - Fa'le tue domande